HEIMAT

IL MURALE SECONDO ME

Si vede una bambina in bicicletta nella parte alta del rettangolo blu, oppure un bambino, non lo sapremo mai perché probabilmente l’autore ha disegnato dei lineamenti ambigui perché non si capisca il sesso, ché il sesso è importante certo ma non qui. Il bimbo, o la bimba ma potrebbe essere ragazza o ragazzo non sappiamo, ci guarda, e alcuni dicono che abbia uno sguardo triste, e potrebbe certamente essere triste perché non è allegra la città intorno. Secondo me è uno sguardo irritato, forse perché abbiamo interrotto il suo andare e abbiamo costretto la piccola amica, o amico chissà, ad abbassare lo sguardo su di noi, perché è dall’alto che ci guarda, Ehi dove stai andando? Per i fatti miei lasciatemi in pace non verrete a intralciare anche qui nel mio blu. Verso il basso si proietta un’ombra, che da lontano pare la neve di rumore bianco dentro il tubo catodico ma se ti avvicini vedi che è gente in bicicletta e anche loro sembrano seccati di essere della nostra presenza. Dice, Chi sono quelli, i ciclisti morti? Ma no, perdio, quella è una massa di persone pronta a venire giù e invadere le strade, a Roma nel duemiladiciannove ci sono duemilioniemezzo di automobili in circolazione e questa gente vuole duemilioniemezzo di biciclette, secondo me diritto e ragione ad essere irritati. Sostiene Simone che il blu è l’unico pigmento capace di mantenere l’idropittura al quarzo brillante per parecchio tempo, se lo avessimo fatto di un altro colore avremmo dovuto dare due mani e il murale ci sarebbe costato il doppio, e non è che avessimo soldi da sprecare. Simone, che con i suoi compagni di strada si fa chiamare CollettivoFX, mi ha scritto un messaggio lo scorso inverno, Ciao vorrei venire a Roma, in primavera partirò da Torino e mi fermerò qua e là per a dipingere murales di bici, Gandalf mi ha detto di chiamarti e che sicuramente mi puoi aiutare a trovare il posto e aiutarmi a decidere insieme cosa mettere nel murale, Mi sembra bellissimo ora chiamo archiPiero e vateManzi, troviamo il posto e decidiamo il disegno. Sostiene vateManzi che il murale dovrebbe essere uno squarcio di vita perché la città fuori dal muro è morta le persone passano il loro tempo dentro le auto e poi dentro l’ufficio e poi dentro casa, e facciamogli vedere un po’ di vita, in realtà non ha detto così Luca, ma è quello che ricordo. archiPiero invece vuole la Santa e allora devo spiegare a Simone che non è proprio una Santa perché qualche anno fa mi sono messo a chiedere in giro quali percorsi da A a B si possono fare in 15 minuti di bicicletta e poi con Pietro ci siamo messi a disegnarli su un foglio. Cioè non proprio i percorsi, ma delle linee da A a B, ché in bicicletta non sai mai se a un certo punto ti va di svoltare di qua o di là e magari passi per C prima di arrivare a B. Fatto sta che dopo un po’ dal foglio sembra uscire fuori una testa di donna con una montagna di capelli, una specie di Medusa, un’apparizione. Poi con gli amici ci mettiamo a giocare con un ritratto di Santa Bibiana protettrice della ciclabile popolare anonimamente disegnata, ridisegnata, manutenuta lungo l’omonimo tunnel e così la Medusa è diventata la Santa. Dopo qualche giorno Simone arriva con un ritratto di donna chiomata di percorsi in bici e uno sguardo che pare una gioconda, si capisce subito che è Roma. archiPiero e io ci innamoriamo e usciamo un sabato pomeriggio a ricognire il quartiere vicino al tunnel per trovare il muro e dunque la casa per la Santa, che non è propriamente una Santa ma insomma ci siamo capiti. Qui troppo in alto, qui troppo stretto, qui troppo nascosto, qui non si vede, da oggi in poi quando vado in giro vedo solo muri da riempire con la Santa. Poi Simone tira fuori un altro bozzetto, c’è sempre la Santa che non sappiamo se è veramente una Santa, ma i capelli sono pieni di automobili e i bambini aiutano i grandi a scendere dalle automobili e vivere liberi. vateManzi dice che gli mette l’ansia, cioè non dice così ma è quello che ho capito io, e allora dico a Simone, Forse tutte quelle automobili mettono un po’ di ansia, Va bene allora ci metto le foglie al posto delle automobili e fa il bozzetto con le le foglie, Ma non dovremmo metterci le biciclette dico io, e Simone ci pensa ancora qualche giorno, le biciclette non c’entrano proprio insieme alla Santa, finché non arriva Alzati e Pedala dove c’è un uomo in terra e i bambini lo aiutano ad guadagnare la posizione eretta e a pedalare una bici immaginaria, anche se io non gli avrei messo il casco a questa specie di Lazzaro. Ma si poteva competere con la Santa? No, non si poteva. Non so se ci avete fatto caso ma a questo punto abbiamo quattro bozzetti e nemmeno un muro, nonfosseché mi imbatto in una foto di Luca, con il murale di Tina Costa, che il pugno chiuso non stava bene e ci hanno messo dentro la costituzione e forse anche un crocifisso per orecchino, e insomma chiedo a Luca lo troviamo un muro a San Lollo per la Santa? Ma certo, è il muro della scuola, è gigantesco, è sopra un parcheggio e anche davanti al parco con gli scivoli le altalene il chiosco e i tavoli e tutto il resto dobbiamo solo chiedere l’autorizzazione. Ommioiddio l’autorizzazione! Sarà un bagno di sangue e chiamo subito la Presidente. Presidente senti, vogliamo fare la Santa sulla parete della scuola, che dici la facciamo? Guarda Sandro, ho appena discusso col preside per Tina, non lo so mica come va a finire con la Santa, possiamo provare. Solo che, adesso che abbiamo il muro, ci vuole anche la gru con il cestello e e in tre giorni tiriamo su almeno la metà di tutti quelli che ci servono, ce la possiamo fare. Abbiamo tutto, il disegno, il muro, la gru, i soldi per pagare la gru, l’unica cosa che ci può fermare è la pioggia, oppure qualche autorizzazione che non abbiamo. E infatti il diciotto maggio del duemiladiciannove a Roma piove, e per fortuna dico io perché tanto non abbiamo neanche l’autorizzazione dei vigili per la gru, e allora rimandiamo al due giugno quando a Roma arriva la Ciemmona e noi avremo SICURAMENTE l’autorizzazione dei vigili. Presidente è tutto apposto con i permessi? Veramente no, il Preside dice che adesso non ha tempo per queste cose, Ma come innomediddio ho detto a Mario di venire con la gru, Simone sta per arrivare in treno da Reggio Emilia, no ti prego la dobbiamo fare. No veramente la dovremmo rimandare, E va bene mannaggiaimartiri però mi raccomando: o il 16 giugno o morte, ho fatto pure la colletta mica posso chiamare e restituire i soldi, neanche li conosco, tutti, no dai presidè, famo ‘sto murale, convinci il preside, facciamo qualcosa, qualsiasi cosa, vado all’ufficio tecnico, basta che facciamo la Santa, La facciamo, non ti preoccupare, male che va la firma ce la mette la tua Presidente. È lì che da San Lollo arriva il tortore popolare: la santa cattolica e martire a San Lollo no, non la vogliamo, non si può fare. Ma porc…. adesso come li convinco che non è una Santa, è tutto uno scherzo, non mi crederanno mai, mannaggia i santi, mannaggia. Per fortuna Simone passa per Roma e al Chiosco incontra Sara Marghe Luca Stefano e i genitori di Miriam e io sono un po’ sorpreso, perché Simone non ci manda affanculo, che non ci sta bene niente? Invece si siede, ascolta, osserva, si fa spiegare, guarda il muro, guarda la gente, guarda i bambini e ovviamente sforna il quinto bozzetto, quello buono. Presidente è tutto a posto con i permessi? Mah, non proprio, bisogna sentire i vigili, Ma iddioonnipotente perché sempre all’ultimo minuto? Spargo un po’ di ansia sulle bacheche social, URGENTE, molto URGENTE, chi può andare in municipio, chi va a prendere i permessi, chi va a pagare? Senza Alessandra e Francesca che si precipitano al quarto piano di via tripoli staremmo ancora qui a parlare di come sarebbe bello fare il murale, e invece il murale sta lì dove deve stare, fatto e bello.

Presidente adesso che il murale è fatto, come è finita con il preside, si è convinto? Non l’ho sentito, i muri della scuola sono nostri, è il murale s’ha da fare, anche se volevo la Santa, che poi non è una Santa, è una donna, è una madre, però adesso il preside ha scritto alla Sindaca e dice che la Sindaca deve venire a cancellare il murale, Ah e se lo cancellasse come potrebbe spiegarlo ai ragazzi e ai genitori della scuola, come potrebbe spiegarlo a chi lo ha finanziato, ad Annalisa Alessandra Silva Sergio Paolo Giancarlo Paolo-Papelo Jennyfer Loreto Claudio Marcello Gabriele Luca Delia Nadia Violettina Riccardo Sara Mariagrazie MarcoR FrancescaDM Giuliano Nino Federico Il Nuovo Cinema Palazzo AndreaZioBici Ludovica Julian Valentina Remo Laura Stefania Carletto Catia Carmine Leone Rosa Giorgio MarcoP MarcoS Michelangelo la Pedalata di Luna Piena e gli altri sostenitori anonimi a cui non sappiamo risalire, come potrebbe spiegarlo a Lorenzo e Guglielmo, come potrebbe spiegarlo a Mirco, che ha manovrato per due giorni il cestello sotto un sole assassino, come potrebbe spiegarlo a Loreto che ci ha pure girato un film sul murale, come potrebbe spiegarlo a Mario che per dare la gru a noi ha fatto i salti mortali, come potrebbe spiegarlo a Simone e a CollettivoFX che ha sono andato su e giù per l’Italia facendo bozzetti e dipingendo tutta la parete sotto un sole infernale, come potrebbe? No dai, siamo seri, è una storia bella, finiamola qui e troviamo un muro per la Santa.

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Spaghetti alla carbonara
HEIMAT

LA CARBONARA PERFETTA?

Ovviamente la carbonara perfetta non esiste.

 

Argomento ontologico

La carbonara perfetta non esiste innanzitutto per ragioni ontologiche. La carbonara è una forma transiente, un equilibrio instabile, una circostanza non-evenemenziale. Laddove la perfezione richiede oggettivizzazione di un concetto non attuabile, o per lo meno raggiungibile solo in tendenza, asintoticamente. Comunque indifferente alla possibilità dell’esperienza. La carbonara è imperfezione.

Argomento logico

In secondo luogo, la carbonara perfetta non esiste per ragioni logiche. Mi constano alcune decine di ipotesi diverse di carbonara perfetta. Si tratta con tutta evidenza di un’impostura.

Argomento etico

Infine, la carbonara perfetta non esiste per ragioni etiche. Per assurdo: ammettendo la possibilità di una carbonara perfetta, ammetteremmo che le devianze – cioè il male, aglio, cipolla, panna, cose vegetariane – siano anch’esse carbonare, ancorché deformi. No!

Spaghetti alla carbonara

La carbonara come esperienza

Accertata l’impossibilità della carbonara perfetta possiamo contemplare alcune caratteristiche che rendano quelle imperfette più o meno accettabili, de gustibus. E la cottura degli spaghetti, e quanto sia sapido il guanciale, e quanto è profumato il pecorino, e se c’è un contrasto morbido/croccante nei tocchi di carne, e il colore, e se il pepe del guanciale è intenso, e altre cose fra cui la consistenza, più o meno cremosa, dell’impasto che lega il piatto, e la conseguente percezione di riempimento ed espansione del cavo orale.

L’uovo è il tema centrale, quindi parliamo di uova.

 

Coagulazione

L’uovo è una soluzione acquosa metastabile di una quarantina di proteine diverse, grassi, e altre sostanze.

L’uovo è quindi una sostanza straordinaria perché, al pari di altri materiali biologici come il sangue, con l’aumentare della temperatura solidifica, invece di fondersi come accade per l’acqua, lo zucchero,il burro e altri materiali d’uso comune in cucina.

Il fenomeno si chiama coagulazione: le proteine perdono la loro solubilità e formano – irreversibilmente – una struttura semisolida e stabile.

Per la precisione, le proteine dell’uovo coagulano intorno ai 62-65 °C . Questo significa che sotto i 60 °C c’è la soluzione acquosa, sopra i 70 °C c’è la frittata.

La moltitudine di espedienti con cui ciascuno fa i propri conti con la coagulazione delle proteine dell’uovo restituisce la straordinaria varietà di imperfette carbonare che affollano le nostre tavole.

 

La mia carbonara.

Per la mia carbonara imperfetta uso guanciale, pecorino e uova. Basta. No olio, no acqua di cottura, no spirito santo.

Il guanciale lo faccio croccante.
Il pecorino lo grattugio finemente.
L’uovo lo faccio coagulare a bagnomaria per qualche minuto.

Scolata la pasta, aggiungo gli altri materiali nella loro successione: guanciale, pecorino, uova. Tengo da parte qualche ritaglio di guanciale croccante da aggiungere sul piatto. Eventualmente pepe.

Sono oltremodo curioso di conoscere il segreto della vostra carbonara imperfetta.

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