Nonno hai incasinato il clima
TERRA

NONNO, HAI INCASINATO IL CLIMA

Durante la settimana della Conferenza sul clima di Katowice ho fatto un esperimento con alcuni ragazzi delle scuole di Roma. Come ci adatteremo ad un pianeta più caldo? Come possiamo evitare le conseguenze peggiori? Le loro risposte mi hanno sorpreso.


Ho un messaggio per i nonni di ragazzi nati dopo il 2000:

avete fatto un casino con il clima.

Per i nipoti, la notizia è che, dopo il casino fatto dai vostri nonni, il destino del pianeta Terra è letteralmente nelle vostre mani. Non è bello sentirselo dire e suona un po’ come la solita solfa. Ma è letteralmente così, in modo inedito nella storia dell’umanità.

Noi adulti, che stiamo nel mezzo, abbiamo responsabilità terribili: interrompere i disastri fatti da quelli di prima e –  soprattutto – fare i piani per chi verrà dopo. Abbiamo pochissimo tempo, e nessuna possibilità di sbagliare.

INCASINARE IL CLIMA

Ho già parlato di cosa siano veramente i cambiamenti climatici e di come stiamo uscendo molto velocemente dalla nostra zona di conforto.

Durante il secolo XX il pianeta si è scaldato di circa 1°C .  Ma non basta. Durante i prossimi 30 anni, indipendentemente da come decideremo di comportarci, la Terra continuerà a scaldarsi ancora di circa 1°C.   

È inevitabile: intorno al 2050 vivremo in un pianeta circa 2°C più caldo di quanto non fosse solo un secolo fa.

Scenari di cambiamento climatico a breve termine
Scenari di riscaldamento globale a breve termine. La scala verticale rappresenta il cambiamento di temperatura rispetto ad un valore medio di riferimento. Prima del 2005 vengono visualizzati i dati storici. Dopo il 2005 le linee colorate corrispondono a diversi scenari. La sigla RCP è l’acronimo di Representative Concentration Pathway, e si riferisce all’aumento di concentrazione di gas-serra. Nello scenario RCP2.6 avremmo già dovuto iniziare a diminuire le emissioni di gas serra: siamo già fuori. Nello scenario RCP4.5 cominceremo a contenere le emissioni a partire dal 2040, nel RCP6.0 a partire dal 2080 e nel RCP8.5 continueremo ad emettere gas serra come se non ci fosse mai un domani.

PIANETA ROSSO O PIANETA BLU

Durante l’edizione 2018 di Isola della Sostenibilità, ho fatto un piccolo esperimento insieme ad una quarantina di ragazzi del primo anno delle superiori, tutti nati intorno al 2004.

Dopo aver mostrato la figura qui sotto1, con gli scenari a lungo termine di riscaldamento globale, tutti erano concordi nel dire che sarebbe prudente mantenersi nei dintorni del clima a cui siamo abituati: il pianeta blu.

Scenari a lungo termine
Scenari di riscaldamento globale a lungo termine. Dopo il 2050, le scelte che facciamo oggi inizieranno ad avere un peso.

A questo punto ho consegnato a ciascuno due fogli: il presente e il futuro.

  • Sul foglio del futuro avrebbero scritto come immaginano di adattarsi al pianeta più caldo del 2050.
  • Sul foglio del presente avrebbero scritto le loro azioni per il clima, da iniziare subito per rimanere nel pianeta blu.

FUTURO

Ecco cosa hanno scritto i ragazzi sul foglio del futuro: l’adattamento.

Io andrei a vivere in un posto più freddo perché odio il caldo e mi vestirei e mangerei le cose usuali del posto.

Secondo me la temperatura in questi anni inizia ad aumentare. Sicuramente esisteranno meno ghiacciai e l’aria diventerà più umida. Nasceranno nuove malattie, molti  animali si estingueranno. Secondo me la mia vita cambierà nel modo di vestire, la tipologia di cibo, il tipo di vacanze. Andrei a vivere in posti migliori.

Anche se la temperatura aumenterà io penso che la mia vita resterà molto simile a quella odierna. Magari mi comprerò un condizionatore, mi vestirò più leggero e mangerò più cibo fresco come frutta e verdura e berrò più acqua.

Farò meno braciolate perché ho caldo. Comprerò una casa in Norvegia. Venderò i termosifoni, le stufe e il camino.

Il colore della pelle cambierà e anche il nostro abbigliamento.

Comprerò impianti di ventilazione e aria condizionata.

Spero che inventeremo una casa più fresca e calda.

Se sarà più caldo dobbiamo modificare l’ambiente urbano e industriale mondiale. Risparmiare e produrre gas in quantità ridotte.

Andrei a vivere in Svezia.

Costruirei ventilatori pubblici con energia rinnovabile.

La vita sarà certamente diversa con abitudini diverse. Anche il cibo cambia e cambia quello che possiamo produrre. Quando farà più caldo, per idratarci avremo bisogno di più acqua.

Insomma, siamo pronti a cambiare abitudini alimentari e anche a emigrare, se necessario: non è forse quello che ha sempre fatto il genere umano?

Mi hanno colpito grandi ventilatori pubblici alimentati con energia rinnovabile. Non per il ventilatore, ma per l’idea sottostante per cui l’adattamento implica, allo stesso tempo, condivisione della tecnologia e rinuncia ai combustibili fossili.

PRESENTE

Ed ecco cosa scrivono i ragazzi sul foglio del presente: le azioni per il clima, per rimanere nel pianeta blu. Qui però devo premettere che non ho mai pronunciato la parola bicicletta, ho solo consigliato di pensare alla propria vita di tutti i giorni.

“Secondo il mio parere per avere un pianeta blu bisogna cambiare radicalmente la nostra vita. Io personalmente consumerò di meno e se ci riesco propaganderei e diffonderei il modo giusto in cui dovremmo comportarci per avere un pianeta blu.”

“Per non arrivare nel pianeta rosso, diminuirei i mezzi di trasporto, e quindi più utilizzo di biciclette e camminare, svolgere la raccolta differenziata.”

“Cercherei di usare meno i mezzi pubblici e le automobili. Cercherei di inquinare meno e aiutare le associazioni che sercano di salvare l’ambiente. Riciclerei gli oggetti come le bottiglie le le buste di plastica.”

“Raccolta differenziata e ridurre i consumi di sostanze o di cose utili e secondo me la tecnologia ci aiuterà molto.”

“Andare in bicicletta e fare la differenziata.”

“Accendere molto meno il riscaldamento e le auto vecchie che inquinano di più.”

“Per rimanere sul pianeta blu farei molta attenzione a tutto ciò che produce anidride carbonica cercando di diminuirne l’uso. Anche l’automobile stessa che oggi come oggi la usano anche per fare 200 metri ma impegnarsi a non usarla per brevi tratti sostituendola con le mie gambe o con mezzi meno rischiosi adatti a non inquinare.”

“Ridurre il consumo, ad esempio le macchine e fare la raccolta differenziata perché anche l’inquinamento influisce sull’ambiente e sulla temperatura.”

“Usare più mezzi pubblici per diminuire l’inquinamento da parte delle macchine.”

“Io vieterei il petrolio mettendo macchine elettriche e biciclette elettriche.”

“Io farò quello che faccio di solito, però credo che il problema parte dalle grandi industrie che per arricchirsi il più possibile utilizzano materiali inquinanti e non considerano gli effetti sull’ambiente.”

“Alla mia età non penso di poter cambiare molto le sorti del pianeta. Quando sarò adulto cercherò di usare meno possibile la mia auto (se ne avrò una) e di non inquinare facendo la raccolta differenziata.”

“Produrre meno gas con i materiali combustibili. Costruire di meno per evitare i disboscamenti. Trovare fonti innovative, un nuovo materiale combustibile per gli spostamenti con i veicoli”

“Usare meno le automobili. Usare di più i tram le metro ecc. Lasciare puliti i parchi e riciclare.”

“Vado in bici o a piedi. Spreco di meno. Costruirei più parchi e zone verdi.”

“Andare con il treno o il tram invece che con la macchina.”

“Proverei a utilizzare di più la bicicletta rispetto a farmi portare con la macchina.”

“Usare macchine meno inquinanti e usarle il meno possibile.”

“Auto ecologiche a idrogeno-elettrico. Utilizzo del tram e delle biciclette. Poche centrali nucleari, raccolta differenziata.”

“Utilizzare macchine elettriche, andare in giro in bicicletta.”

Siamo a Roma: anche fra i ragazzi l’inquinamento e i rifiuti sono problemi principali da affrontare. Devo ammetterlo: la frequenza con cui la bicicletta è emersa in modo chiaro fra gli attrezzi da usare mi ha sorpreso. Non me lo aspettavo e alla luce delle mia abitudini di mobilità un po’ mi consola: i posteri non mi giudicheranno così male.

UN METODO DI LAVORO PER IL CLIMA

E ora veniamo a noi, quelli di passaggio. Abbiamo un compito terrificante: preparare un piano di lavoro e prepararlo bene.

 Il piano di lavoro per mettere una pezza al riscaldamento globale è il tema centrale della ventiquattresima Conferenza delle Parti (COP 24) dell’UNFCCC a Katowice.

L’ambizione della conferenza di Katowice è di scrivere le regole del gioco per mettere in pratica l’accordo di Parigi. Da Katowice non ci aspettiamo proclami ma le istruzioni per rimanere nel pianeta blu.

La conferenza di Katowice si concluderà fra pochi giorni, il 14 Dicembre. 

Vederemo cosa ne uscirà fuori: senza un piano di lavoro siamo fottuti.


1 https://www.ipcc.ch/report/ar5/wg1/#
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Larici di Valmorel, Belluno
TERRA

COSA SONO, VERAMENTE, I CAMBIAMENTI CLIMATICI?

A Belluno Pietro ci trascorre tutta l’estate.

– Pietro ma non vogliamo fare un viaggio? Non so, in Cina, in India, sulle Ande, in Antartide?
– No, voglio rimanere tutta l’estate a Belluno.

Quando l’altro giorno ho obbligato Pietro a scegliere un articolo da leggere sul giornale, finire a pagina 8 era del tutto normale: Maltempo sulle Alpi l’emergenza nascosta nelle Valli.

Però non mi aspettavo il commento alla fine della lettura:

– Questo disastro mi ricorda quando quest’estate siamo andati a vedere La California.

 

LA CALIFORNIA

La California1, il cui nome evoca la corsa alle risorse minerarie sepolte nelle vicine miniere di mercurio, era un piccolo centro turistico nascosto in una delle valli nei dintorni di Belluno e scomparso per sempre il 4 Novembre del 19662, dopo giorni di pioggia che ingrossarono fiumi e torrenti lungo tutta la penisola, incluso l’Arno3.

La distruzione dei giorni scorsi nel bellunese è eccezionale e, a poche settimane di distanza dal promemoria dell’IPCC4 sui disastri climatici ancora parzialmente evitabili, la suggestione dei cambiamenti climatici è potente.

Ma se guardiamo l’evento con l’occhio degli scienziati che studiano il clima vedremmo questa figura:

Mappa della temperatura a 850hPa e geopotenziale a 500hPa. Previsione a 12 ore valida per lunedì 29 Ottobre 2018, ore 12:00. Fonte ECMWF.

I colori descrivono la temperatura ad una quota di circa 1500 metri, rosso-caldo blu-freddo e tutto quel che c’è nel mezzo. Le linee sono una specie di topografia della pressione atmosferica: dicono a che altitudine si incontra la pressione di 500 millibar e, di conseguenza, dicono la direzione e l’intensità del vento.

Vabè.

Questa mappa non dice niente di speciale: è un ciclone come tanti. Qualche anno fa, con alcuni colleghi e amici, ma più che altro amici, abbiamo provato a guardare cosa potrebbe accadere di questi cicloni con i cambiamenti climatici5: niente, o comunque nulla di particolarmente significativo nelle statistiche. Guardando al passato, questa mappa non è così diversa da quella del 4 Novembre 1966.

UN BRIVIDO FREDDO

Attribuire singolo evento ai cambiamenti climatici è sempre un errore grossolano e non troverete nessuno scienziato disposto a dichiarare sì, sono i cambiamenti climatici, senza che un brivido di sudore freddo corra lungo la schiena.

Tanto più quando si tratta di un evento dalle conseguenze così estreme.

Tuttavia, se possiamo derivare qualche utilità da questi giorni di tragedia, c’è certamente il faro acceso sul tema dei cambiamenti climatici e sulla consapevolezza che dobbiamo avere del nostro agire sull’ambiente.

E ora siete pronti per vedere coi vostri occhi cosa sono, veramente, i cambiamenti climatici.

FUORI DALLA ZONA DI CONFORTO

Il grafico che vedete qui sotto è stato riadattato diversi anni fa da un blogger olandese6 prendendo spunto dal lavoro di un gruppo di ricercatori della Oregon State University e di Harvard7.

Ricostruzione delle temperature medie superficiali.

Ricostruzione delle temperature medie superficiali.

Si tratta di una stima delle variazioni della temperatura media superficiale della Terra: dopo l’ultima glaciazione la temperatura media del pianeta è cresciuta lentamente, raggiungendo il suo massimo fra i 5000 e i 6000 anni fa (iniziavano a vedersi i primi insediamenti urbani e – pare – i primi asini addomesticati 8). Poi di nuovo un lento calo della temperatura – ma le misure sono molto incerte – fino ad un minimo intorno all’inizio dell’800, poco prima dell’ultima rivoluzione industriale.

Ora, la temperatura del pianeta cresco in modo incontrollato, con una velocità mai vista prima.

No, non voglio terrorizzarvi, né sto dicendo qualcosa di nuovo. Il lavoro del team di scienziati della Oregon State, come ogni altro lavoro scientifico, è oggetto di normali critiche e osservazioni varie: voglio solo mettere il tema cambiamenti climatici nella giusta prospettiva.

Non si tratta di commentare in modo isterico l’ultimo disastro ambientale.

Stiamo uscendo dalla nostra zona di conforto, dove fra alti e bassi ci siamo accomodati durante gli ultimi 10.000 anni.

VERSO L’IGNOTO

Su quello che ci aspetta possiamo fare delle speculazioni, tentiamo di fare delle proiezioni o delle estrapolazioni, quello che riusciamo a fare con i mezzi a disposizione.

Ma di fatto quello che ci aspetta è ignoto.

Forse dovremmo ispirarci all’esempio del compagno Gagarin, al quale, dopo l’accesenione dei motori della Vostok 1 non restò che dire:

поехали!9

Juri Gagarin


1 https://it.wikipedia.org/wiki/California_(Gosaldo)
2 http://corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2014/11/03/news/alluvione-del-66-quando-belluno-temette-un-nuovo-vajont-1.10239249
3 https://www.youtube.com/watch?v=f-VWesUBPF8
4 http://www.ipcc.ch/report/sr15/
5 https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.1002/2013GL058928
6 https://klimaatverandering.wordpress.com/2013/03/17/de-twee-tijdperken-van-marcott/
7 http://www.eeenergia.org/wp-content/uploads/2018/02/Science-Marcott1187-1198..pdf
8 http://www.pnas.org/content/105/10/3715?fbclid=IwAR1_ok7_n0wsmY33G4Y9J_LjI98i-KsxMqa7zNdN4rWy7ibAGyEau3H_qek
9 “Andiamo!”

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TERRA

SIAMO QUASI FOTTUTI

Ciao amici,

vediamo se riuscite a rimanere attenti per 75 secondi: voglio il meglio di cui siete capaci!

Voglio proporvi un esempio di prima mano, senza filtro, della famigerata “voce degli scienziati” sui cambiamenti climatici. Vi riguarda da vicino perché parla del Mediterraneo cioè il luogo dove abitate.

Guardate l’immagine qui sopra: so bene che è incomprensibile. Ne avevo di più semplici ma ho scelto questa perché voglio che vi sforziate di capire.

La figura fa vedere come saranno le temperature e le piogge estive sul Mediterraneo durante il periodo 2020-2050 rispetto agli anni 1960-1990:

quasi 2°C più caldo e circa il 10% in meno di pioggia.

Vi mostro queste figure perché sono contenute in un lavoro di cui sono co-autore, pubblicato nel 2013. Se date un’occhiata qui vedete che la lista di autori è abbastanza lunga: italiani (molti italiani), francesi, tedeschi, tunisini, danesi. Un po’ di tutto.

Pur consapevole dell’importanza di questi studi, ho sempre attribuito un valore relativamente basso a questo lavoro, perché in realtà ripercorre strade già battute e ripete cose già note, e questo, per chi crede di fare lo scienziato, non è entusiasmante. Eppure questo è il mio secondo lavoro scientifico più citato (le citazioni contano un sacco, quasi quanto i like). Il primo più citato è quello in cui abbiamo sviluppato il modello che è servito a fare questi calcoli. Quindi queste immagini che vi propongo sono probabilmente quanto di più importante io abbia finora prodotto sul lavoro.

Siccome sono dipendente di un ente pubblico, tutti voi che pagate le tasse pagate anche il mio lavoro.

Quindi vi ripeto il messaggio principale: quasi 2°C più caldo e circa il 10% in meno di pioggia sul Mediterraneo durante i prossimi 30 anni rispetto a quando eravate bambini.

I 75 secondi sono finiti. Andate in pace.

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