Illustrazione Valentin Tkach
TERRA

COME PARLARE DELLA CATASTROFE CLIMATICA

Katharine Viner, caporedattrice del Guardian, ha recentemente diffuso alcune linee guida sul linguaggio da utilizzare nei servizi che riguardano l’ambiente.

Quella che segue è una libera traduzione del testo inviato da Katharine Viner alla redazione.

L’obiettivo del Guardian – dice Katharine Viner – è di essere accurati dal punto di vista scientifico, diffondere informazioni basate sui fatti, e comunicare in modo chiaro con lettori sui temi importanti.

Per esempio, l’espressione ‘cambiamento climatico’ suona piuttosto netura e impersonale, mentre ciò di cui parlano gli scienziati è una catastrofe per l’umanità.

Gli scienziati, le organizzazioni internazionali, le agenzie e gli uffici meteorologici, stanno adottando progressivamente un linguaggio più duro per descrivere la situazione in cui ci troviamo.

Ecco dunque l’invito di Katharine Viner alla redazione Guardian.

  • Usare emergenza climatica, crisi, collasso al posto di cambiamento climatico.
  • Usare surriscaldamento globale al posto di riscaldamento. In inglese il Guardian propone global heating al posto di global warming che suona quasi accogliente e garbato ( per esempio: ‘a warm welcome’, ‘a warm house’).
  • Usare vita al posto di biodiversità (quando la sostituzione è appropriata). In inglese il Guardian propone di usare wildlife al posto di biodiversity. In italiano non è facile individuare una parola che traduca il termine wildlife. Solitamente wildlife viene tradotto con fauna selvatica ma questa non sembra una buona sostituzione per biodiversità. Anche la sostituzione con il termine natura non sembra appropriato poiché vanno persi i valori semantici legati alle particelle bio e life, cioè vita. La traduzione letterale, vita selvaggia, evoca un mondo distante. La sostituzione più efficace sembra dunque essere, semplicemente, vita.
  • Usare fauna ittica al posto di riserve di pesce. In inglese, il Guardian propone di utilizzare fish population al posto di fish stocks.
  • Usare l’espressione negazionisti della scienza, o della scienza del clima al posto di scettici.

Non necessariamente Katharine Viner invita a mettere al bando i termini originari, ma chiede ai redattori del Guardian di riflettere prima di usarli.

Altri suggerimenti sono bene accetti, parliamone.


Illustrazione di Valentin Tkach.

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Il ghiacciaio della marmolada
TERRA

COME RICONOSCERE I CAMBIAMENTI CLIMATICI

Vi siete accorti dei cambiamenti climatici? Come ve ne siete accorti? Non ve ne siete accorti? Fatelo presto.

Manny, il mammuth de L’Era Glaciale, rassicura tutti:

Vedete qui per terra? È tutto coperto di ghiaccio. Mille anni fa era coperto di ghiaccio, fra mille anni sarà ancora coperto di ghiaccio.

Poi, salendo sopra la muraglia ghiacciata che circonda la valle, scopre che invece il clima sta cambiando, il disgelo è in corso e conviene organizzare la fuga.

Anche io mi sono accorto dei cambiamenti climatici a causa del ghiaccio.

SPIE FRAGILI

D’estate, quando ero bambino, la Marmolada era coperta da una spessa coltre bianca. Oggi del ghiacciaio rimane pochissimo.

A dire il vero, la scomparsa del ghiacciaio della Marmolada è un processo molto lento iniziato, come per altri ghiacciai alpini, nel corso del XIX secolo1 e poi proseguito a fasi alterne durante tutto il XX secolo2. Probabilmente dovremo abituarci a vivere senza il ghiacciaio della Marmolada.

Non per caso, Elisa spiega che le montagne sono le più fragili spie dei cambiamenti climatici.

Ma ci si può accorgere dei cambiamenti climatici anche in altri modi.

Il vino e cambiamenti climatici

Recentemente ho conosciuto Antonio. Lavora per Sogrape, l’azienda portoghese proprietaria dei più importanti marchi di porto (Sandeman, Offley, Ferreira) e altri vini. Secondo Antonio, molte delle conoscenze tradizionali, le pratiche tramandate da nonni e bisnonni, sulla coltivazione delle viti che dal ‘700 producono il porto, non possono più essere date per scontate. Qualcosa sta cambiando e bisogna riadattare la produzione3. Forse addirittura cambiare stile del vino.

Sono molto affezionato al porto e il pensiero che possa esistere un mondo senza porto mi preoccupa moltissimo.

Vi siete già accorti dei cambiamenti climatici?

Fatelo presto!


1Greene, A. M., Broecker, W. S., & Rind, D. (1999). Swiss glacier recession since the Little Ice Age: reconciliation with climate records. Geophysical Research Letters26(13), 1909-1912.

2 Calmanti, S., Motta, L., Turco, M., & Provenzale, A. (2007). Impact of climate variability on Alpine glaciers in northwestern ItalyInternational Journal of Climatology27(15), 2041-2053.

3 Santillán, D., Iglesias, A., La Jeunesse, I., Garrote, L., & Sotes, V. (2019). Vineyards in transition: A global assessment of the adaptation needs of grape producing regions under climate changeScience of The Total Environment657, 839-852.

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